domenica 25 aprile 2010
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"Irpini appellati sunt nomine lupi, quem hirpum dicunt Samnites"
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3 commenti:
La festa della Liberazione, meglio oggi dire della Libertà.
Libertà, si.
Concetto universale, obiettivo generale; basta, infatti, con la solita storia comunista (parola anacronistica) che di volta in volta è stata dimostrata in tutte le sue ombre più che nelle sue poche luci scritte e glorificate nei falsifici testi come quelli scolastici.
La libertà è di tutti e per tutti e, sicuramente, sempre desiderata da tutti.
Libertà!!!
A Sant'Angelo c'è un gran bisogno di Libertà, ma soprattutto di Coraggio per perseguirla.
Pensare, così come ad oggi, ad una Sant'Angelo letteralmente bloccata sotto la minaccia di poche persone (una famiglia per precise "delucidazioni"!!!), è sconfortante, quanto più perchè non c'è volontà e/o capacità di reazione, di contrapposizione democratica a costoro.
Ultimo emblema del citato personalismo "interessato" (tasche, clientele, poteri) è l'opposizione all'apertura della sede della Croce Rossa Italiana. Vabbè si dirà che non ci sono sedi da offrire a questo "sconosciuto" ente che si ricorda essere di natura "pubblica" ed "internazionale"; si dirà che si sta vedendo e cercando (già da 8 mesi...!!!); si dirà ancora e più volte che c'è disponibilità, ma in concreto nulla. Il perchè di ciò è sulla bocca di tutti e nei cuori di tanti; ora però tocca anche le ragioni di alcuni che credono nella Libertà (e non nella Liberazione) e nella Democrazia (e non nella Oclocrazia).
Nel frattempo si vocifera che altri paesi dell'Altirpinia abbiano offerto con piacere ospitalità a questi Volontari "crociati" e da ultime indiscrezioni sembrerebbe anche Lioni concretamente disponibile, con Guradia Lombardi già pronta materialmente e, più che forse, ufficializzante l'apertura.
Chissà perchè?'?
Forse per non perdere l'opportunità di una grande opportunità!!!
A Sant'Angelo se ne perderà, dunque, un'altra che si somma a tante altre.
A Voi la riflessione e ai santangiolesi (quelli con un pizzico d'orgoglio, se ce ne è rimasto di orgoglio) un'altra motivazione per essere ragionevolmente o "lucidamente" arrabbiati perchè, forse, è arrivato il momento di fare i conti (cioè ragionare sui fatti e risolverli) e non più i marchesi (cioè in senso di chi marca visita); ovvero se volete - in senso di blasone - difendere anche l'illusione astratta di un principio di nobile genitura e di comando del paese in questione che ad oggi ne è e ne esce in tutte le sedi sminuito nei termini più minimi della sua storia.
Ora toccherebbe fare la storia.
Una nuova Liberazione?
No!
Semplicemente più Libertà, ma anche più Coraggio.
A presto.
Liù Kidò.
cazzo rice quisto tra cunti e marchesi qua simmo tuttappezzentuti la colpa e re lu nano cavaliero re milano e re bassulino ca mo è caruto
adda turnà baffono e po ve fazzo verè tanto mone torna a lu comuno pure musso e pere re puorco
preparati assai cravaiuoli cavatieddi e maccarunari e li savesicchi cu le patane vino e caso e bonappetito
Sempre così in questo tristissimo paese. Se qualcuno dice qualcosa di vero e di sensato, non potendo essere contraddetto, viene grossolanamente canzonato.
Io nei confronti di analisi lucide (vi giuro che è casuale) e sincere come quella di Liù Kidò, rimango senza parole. Ciò che più mi stupisce è il fatto di non essere il solo a pensarla così, ci sono altri, dunque, ma evidentemente pochi, se il paese è ridotto in questo modo.
Per ogni persona come Liù Kidò ci sono cento come "Giuvanno", emblema in questo mio commento, delle persone senza coraggio e senza idee, maestre della banalità e del luogo comune, convintamente schierate a sostegno di questo o quel politicante, più o meno corrotto e più o meno decaduto, dal quale ancora sperano di ricavare l'osso, da rosicchiare appagati sotto lo sguardo compiaciuto del padrone.
Hanno rimosso la stima di se stessi fino al punto di non rendersi nemmeno conto di quanto assurda ed inaccettabile sia la loro condizione e si buttano riconoscenti su quell'osso senza nemmeno più sperare di poter riuscire, da soli, a procurarsi meritatamente un piatto di carne.
Io ho smesso di credere che qualcosa possa davvero cambiare, ma se qualcuno ancora è disposto a dedicare tempo e fatica a questa immane opera di riqualificazione sociale ed umana, sarò sempre dalla sua parte e lieto di sostenerlo in ogni modo, pur convinto che il peggior nemico dei santangiolesi sia la loro stessa santangiolesità.
Speriamo che la primavera sia davvero arrivata! Alla prossima!
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