domenica 21 novembre 2010

Anonimo ha detto...

Anonimo ha detto...

La fiaccolata sembrerebbe l'unico evento signiicativo e sicuramente quello più consono alla circostanza.
La fase convegnista o promozionale di questo o quello non ha niente a che vedere con la tragedia di trentanni fa, dove più di una generazione di santangiolesi fu colpita nel valore più importante della vita, ovvero la vita stessa. La morte e la distruzione si intrecciarono in 90 secondi nella storia di questa comunità. Le guerre mondiali ad esempio ebbero una loro genesi, una loro dimensione temporale e un eipologo più o meno attendibile. Qui la tragedia del sisma fu improvvisa, immediata e devastante e senza epilogo per le conseguenze connesse.
Ora la dietrlogia è professione dei molti ma nulla ridà, se non la memoria, dignità alla stessa comunità e piena e devota commemorazione a quanti furono travolti dalla furia della natura che quella sera si abbattè senza remore o pietà. La pietà che altrettanti sopravvissuti persero in quella notte nella quale già lo sciacallaggio diede i suoi primi vagiti. Il post terremoto fu creatura peggiore, nata da quella brutale violenza non conobbe vergogna e rinnegò la memoria dei propri cari defunti. Oggi a trentanni i vagiti si sono trasformati in lamenti, sopsiri e in qualche raro pentimento.
Si dice che il fuoco, dall'antica Grecia, è rigeneratore positivo e dunque la luce delle fiaccole potrebbere assolvere o tentare nel ricordo sempre ardente e nel bisogno di un futuro più illuminato, partendo dalla coscienza e volontà di ognuno.
Per il resto, le altre iniziative, sono simbolo connaturale della politica territoriale per la quale il terremoto stesso non è stato matrigna spietata, ma madre abbondante e generosa.
Saluti e sincera condivisione.

20/11/10 14:58

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Premesso che non sarebbe giusto negare il sacrosanto diritto di commemorare secondo il personale sentimento l'immane tragedia del terremoto, ribadisco la mia assoluta certezza che tutte le manifestazioni di piazza, dal 1980 ad oggi, sono state in qualche modo strumentalizzate da chi, con il dolore e la pietà dei cittadini, aveva ben poco da spartire.

Anche la fiaccolata, aldilà dell'indubbio valore commemorativo, ritengo possa celare una valenza politica, cercando principalmente di distogliere l'attenzione dei cittadini da altri eventi di natura istituzionale (risulta abbastanza chiaramente dal tenore del primo comunicato del gruppo di rinascita santangiolese), evidentemente in questo momento politico non graditi a qualcuno.

Spero comunque che la manifestazione abbia successo e che tra gli "ideatori" dell'iniziativa (assolutamente non chiamateli organizzatori che si offendono!)non vi siano proprio coloro che alle manifestazioni istituzionali degli ultimi trent'anni hanno dedicato tempo ed energia, e che del terremoto hanno fatto mera occasione di lucro e di potere.

Il mio cuore è vicino da sempre e lo sarà per sempre a tutti gli amici che non ci sono più... ai bambini .... alle mamme ed alla parte di noi stessi che con loro è sepolta.

Con nostalgia, riconoscenza ed affetto .... Minima Moralia

Anonimo ha detto...

Minima Moralia ha colto l'aspetto centrale della questione, ma la fiaccolata è intesa proprio per distogliere la comunità da vecchie logiche di potere strumentale. In Piazza non ci sarà alcun megafono o trombettiere di corte o profeta di popolo, ma il popolo in quanto tale, silenziosamente e democraticamente. L'ossimoro libera partecipazione-Sant'Angelo dovrà pur finire. Nel ricordo e per il futuro, ma oggi nel presente senza ma e senza se!
Minima qui non c'è da pescare nel torbido; il torbido sta altrove come chi riceve l'americano al quale si fa credere la grande operosità per avere compensi a suon di dollari senza dire o far capire che quello stesso asilo NUOVO è già da ristrutturare e quindi da chiudere alla Sua ripartenza! O ricevere domani quelli che rinnegano l'esistenza stessa delle nostre terre o pensano che qui non c'è futuro, operando così scelte sempre motificatorie per le nostre genti a vantaggio dei grandi centri urbani. Le passerelle sono davvero offensive aldilà dall'aspetto politico o partitico che francamente ha stancato un pò tutti. La fiaccolata può essere cosa positiva e soprattutto evento libero senza inviti da palazzo, per gli amici di palazzo per difendere gli interessi del palazzo stesso. Credo ci siam compresi.
Ti saluto.

Anonimo ha detto...

Grazie Minima Moralia questo tuo ultimo commento lascia senza parole, con le lacrime agli occhi e il cuore ricolmo di speranza oltre che di dolore nel ricordo di chi non c'è, purtroppo, più. Questo è lo spirito di chi ha inteso la fiaccolata e, anche, il Vescovo nel Suo pregiatissimo appello ne ha richiamato oggi i valori sottesi e da condividere. Oggi la fiaccolata è commemorativa e basta, ma può essere nel ricordo pure l'emblema di una comunità che vuole e, soprattutto, può, rinascere. E' chiaro che, a trentanni di distanza, l'orologio si sia fermato lì in quei 90 terribili secondi. Il resto è cosa nota, sintesi del disgusto di quanti ne hanno speculato, come nei lager nazisti la morte e il suo odore si mescolavano nella vita dei gerarchi tedeschi che come nulla fosse con le proprie famiglie erano lì a pochi metri e noncuranti si lasciavano al quotidiano scorrere del tempo. Così forse il "panta rei" diluisce la vergogna di certe scelte e comportamenti che offendono la memoria e pregiudicano il futuro delle nostre terre già, per tali motivi, messe a dura prova. Come da te saggiamente detto.
Comunque in piazza oggi dovrà regnare il silenzio che, forse, è l'atteggiamento in questa circostanza più condivisibile e in comunitaria adunanza ognuno con la propria luce, simbolo di testimonianza, si cercherà di riflettere insieme.
Ti saluto.
Massima Buona Speranza.

Anonimo ha detto...

s'enne accattato puru lu male tiempo... enne fatto chiove apposta