martedì 24 maggio 2011

On. Giorgio Almirante: 22 maggio 1988 - 22 maggio 2011.


On. Giorgio Almirante: 22 maggio 1988 - 22 maggio 2011.
Nel ricordare oggi Giorgio Almirante, un personale sentito pensiero va in particolare a Milano: città in cui sono nata e lavoro e dove gli avvenimenti politici di questi giorni mi hanno portato a percepire nella sua essenza, attualità ed urgenza il pensiero di Almirante. Considerato egli aprioristicamente un uomo "fascista e razzista" proprio da coloro che, autodefinendosi "moderati di sinistra", sono i primi ad avere un pensiero dittatoriale e selettivo, a catalogare e "scartare" individui e collettività sulla base di parametri che nulla hanno a che vedere con il principio di libertà di cui vanno parlando senza averne colto la sua portata più autentica e profonda. Ovvero quella che vede il singolo individuo consapevole ed orgoglioso delle proprie origini (qualunque esse siano), della propria identità culturale, del proprio punto di partenza, pronto anche a difendere questo suo patrimonio contro ogni più sottile attacco, offesa e sopruso. Solo la consapevolezza ed accettazione delle proprie origini credo possa rendere un uomo davvero libero e dignitoso, capace di interagire con individui diversi nel rispetto delle naturali reciproche divergenze. Ma questa idea di libertà ai "moderati di sinistra" cui mi riferisco pare proprio non piacere. Anzi, scatena in loro una rabbia che sfocia poi nell'etichettare tale idea ed i sostenitori della stessa come ... "fascisti e razzisti". Peccato. Peccato perché sono proprio gli stessi "moderati di sinistra" (e parlo per esperienza diretta) a non avere per primi consapevolezza delle proprie origini, a rinnegarle. E cercano alleanze con origini diverse: con le più servili, per esercitare dominio su di esse; con le più autoritarie, per farsele amiche e rimanere immuni da eventuali attacchi alle nostre/mie origini. Peccato, peccato perchè coloro che non riconoscono le proprie origini e le rinnegano (al di là di parvenze e parole) sono i primi a soffocare la propria identità, a reprimere quindi la propria libertà e ad impedire quel processo di libera integrazione che dicono di volere attuare.

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