Lo scorso 22 maggio, nel ricordare l'On. Giorgio Almirante in occasione del 23° anniversario della sua morte rivolgevo un personale sentito pensiero a Milano: città in cui sono nata e lavoro e dove gli avvenimenti politici dei giorni appena passati mi hanno portato a percepire nella sua essenza, attualità ed urgenza il pensiero di Almirante. Un pensiero al quale oggi sento di aderire con maggiore forza e convinzione, che quindi confermo appieno in me e di cui ho ora esigenza per poter conservare e difendere la mia storia e pertanto la storia della mia e nostra Italia, la storia del Popolo italiano. Quante volte, quante volte e con quanta passione Giorgio Almirante ha ricordato al Popolo italiano di essere tale, ovvero un Popolo, una Nazione, una Patria! "Un Popolo che non vuole, che non può perdere nè la propria identità nè l'insieme di valori in nome dei quali siamo una Gente civile!" E per quanti anni, in quante piazze e con quanto fervore Giorgio Almirante ha parlato proprio di valori, tradizioni e ricordi ... "che mi rifiuto di ammainare perchè sono la bandiera della mia vita, ma quella bandiera!" (indicando il nostro tricolore) "Alta! Alta! Sulle speranze dei giovani, sulla volontà degli anziani e anche e soprattutto sul dolore e sulla sofferenza del Popolo del quale noi siamo i soli e possibili medici e fratelli!".
Quanta energia ha profuso sino all'ultimo Almirante per esprimere la sua idea di politica, quanta. Ciononostante di lui vi è ancora chi va dicendo che era un povero oratore, capace solo di persuadere il popolo con parole ormai superate e ridondanti quali patria, valori, tradizioni, identità, difesa delle origini e via dicendo. Il fatto è che a dipingere così l'immagine dell'Onorevole Almirante sono proprio coloro che hanno la presunzione di fare politica ... senza quelle parole! O meglio: magari costoro quelle parole le usano anche. Ma sfruttandole! Senza credere in esse! Ovvero senza passione, senza trasporto, senza convinzione! Senza sostanza! Con ipocrisia!
Giorgio Almirante per contro non solo ha impiegato e spiegato con la sua intensità emotiva (e quindi il suo credo interiore) le parole Popolo, Patria, Nazione, identità, valori, tradizioni, ricordi, Bandiera, speranza, coraggio e tante altre ancora. Di queste ne ha fatto di più: la bandiera della sua vita, la sua idea di politica che con coerenza e fermezza ha portato avanti ovunque, da Sud a Nord e da Nord a Sud. Un'idea di poltica molto più concreta di quanto si possa pensare: che antepone i valori ai programmi, che prima di promettere si assicura di poter mantenere fede alle promesse, che non usa subdolamente l'arroganza, la prepotenza e l'ipocrisia ed il ricatto. Che prima di dialogare con origini fisiologicamente diverse, senz'altro nel rispetto di queste, si assicura di interagire con la propria: e se non è in grado di farlo, l'idea di politica almirantiana ha l'umiltà ed il coraggio di fermarsi e, prima di mostrarsi apparentemente disinibita e libera con le altre origini, impara a conoscere le proprie. Per comprendere questa idea non occorre certo intraprendere chissà quale corso di studi: è alla portata di tutti, esiste già nella coscienza di ciascun individuo e coloro che la respingono dentro sè cercano poi di soffocarla in altri.
Ma questa volta le coscienze di molti non solo non hanno accettato di sentirsi soffocare ma ed ancora più, in piena autonomia e libertà, hanno finalmente dato una forte scossa all'attuale politica italiana lanciando un vero e proprio monito a chi si preoccupa di fare "battaglie di poltrone" e non "di popolo", a chi promette (false) libertà sotto mentite spoglie. A chi ha la presunzione di ritenere la "politica" come un qualcosa di cui si può occupare soltanto ... la casta ... perché il popolo tanto cosa vuoi che capisca. E no, no. Non è così. La politica è di tutti e per tutti e parte proprio dal Popolo, dalla Gente comune le cui coscienze hanno appena provocato un sisma con epicentro a Milano e Napoli. Quanto a Milano, posso dire di avere personalmente vissuto l'intensità di questo terremoto e non nego di averlo anche fortemente atteso. Di fatto l'attuale sindaco di Milano è l'avv. Giuliano Pisapia. E' però pur vero che non ha vinto la sinistra così come nepure la destra: se di vittoria vogliamo parlare, non dobbiamo dimenticarci dell'alta percentuale delle coscienze che non hanno espersso il loro voto. E sono state proprio queste, a parer mio, a lanciare quel monito di cui dicevo, a manifestare una sfiducia nei confronti di una politica che ha perso quei valori, quella serietà, quel coraggio e quella passione di cui oggi tutti abbiamo bisogno ancor prima dei programmi.
Ora, dopo quest'ultima campagna elettorale e all'esito della stessa, credo possa farsi vivo davvero il pensiero di Almirante: la sua idea di politica che Voi, Santangiolesi, Irpini, Campani avete avuto per primi il privilegio di sentire di nuovo in occasione delle elezioni del 2009. Forse perchè così voleva Giorgio Almirante (almeno così a me piace pensare) quando, durate un comizio tenuto in Campania ricordò il 23 novemre dell'80 e disse queste parole: "... di sentire per voi e con voi, nell'animo mio e nella mia volontà, che è volontà di milioni di italiani, una capacità di riscatto, di ripresa, di rinnovamento, di giogia di vivere! Sì! di volontà di ricostrurire qui l'Italia, di ricostrurire qui l'Italia".
Stefania Pellegatta








