VORRESTI CHE SI FACESSE una discarica A S.ANGELO ?

domenica 25 maggio 2008

Un appello contro la cosiddetta "moratoria degli aborti"

Un appello contro la cosiddetta "moratoria degli aborti"
proposta da Guliano Ferrara e dal cardinale Ruini,
per affermare il diritto delle donne a non vedere stravolta la legge 194

Il 19 dicembre sulla prima pagina del Foglio Giuliano Ferrara scriveva a favore di una moratoria internazionale sull’aborto, all’indomani di quella uscita abbiamo preparato un appello che si rivolge a tutte le donne e gli uomini che hanno una sensibilità democratica, per affermare che non accettiamo più di essere oggetto delle battaglie mediatiche che vogliono strumentalizzare le libere decisioni delle donne per fini politici e interessi di parte e che la Legge 194 del 1978, seppure frutto di una mediazione difficile, non deve essere messa in discussione.
Ad oggi abbiamo ricevuto oltre 140 firme e stiamo ancora raccogliendo adesioni all’indirizzo andremonia@genie.it
Le promotrici Monia Andreani, Olivia Guaraldo, Francesca Palazzi Arduini, Emma Schiavon Dead women walking

Il patriarcato da bar è il modo più semplice che ha il simbolico patriarcale e maschilista di fare presa e di riprodursi all’interno del discorso comune, della chiacchiera riportata e non ragionata, dello stereotipo senza argomentazione e logicità. Tutto questo si ritrova nell’ultima idea di Giuliano Ferrara, quella di prendere adesioni per una grande moratoria sull’aborto. Ma nell’intento di aprire nuovamente questo discorso stantio c’è anche la malafede di coloro che fanno di ogni discorso un’arma politica contro l’avversario per cui, con il PD debole sulla bioetica e di fronte ad una bella figura internazionale del governo ottenuta con il voto all’ONU sulla moratoria per la pena di morte, Ferrara e altri hanno deciso di strumentalizzare l’aborto per aumentare i malumori nel governo e sperare in un cedimento sui nodi scoperti.
Siamo davvero stufe che i nostri corpi e le nostre vite vengano invase da discorsi opportunistici e di bottega. Ci appelliamo a Giuliano Ferrara perché rivolga la sua crociata altrove: mai pensato di diventare animalista? La questione della libera scelta della maternità non deve più essere argomento su cui imbastire lotte per poltrone e potere politico.
Utilizzare la moratoria sulla pena di morte per fare un parallelo con l’aborto è arrampicarsi sugli specchi. Infatti non c’è nesso logico tra una decisione che per legge uno Stato prende per togliere la vita di qualcuno che è nato ed ha diritti anche se ha commesso qualche grave delitto, e la decisione di una donna di far nascere, amare e crescere un figlio o di non poterlo fare per motivi che riguardano le sue singole e personalissime decisioni di vita e di coscienza. Già lo Stato italiano si è arrogato diritti di decisione per parte delle donne, ponendo limiti alla libera maternità attraverso le limitazioni imposte dalla 194 e con il diritto all’obiezione di coscienza, e decidendo per noi su quando e come avere dei figli o non averne. Si è raggiunto il paradosso della Legge 40 del 2004 con la quale lo Stato ha preso chiara posizione su come bisogna che noi donne abbassiamo la testa alle decisioni degli altri, a decisioni ideologiche e di principio, perché non possiamo scegliere liberamente di avere dei figli neanche in caso di problemi di sterilità.
ll femminismo italiano, come ha ricordato Adriana Cavarero intervistata da Il Foglio, ha già ribadito che sul corpo e sulla sessualità, sulle decisioni di vita delle donne non si deve legiferare, pertanto nessun appello ad un “diritto universale” a favore di ipotetici nascituri può permettersi di andare a contrastare con il diritto di autodeterminazione (autonomia) e di libera scelta che è tra l’altro anche uno dei fondamenti della bioetica, e che spetta a ogni donna. Il dibattito dovrebbe essere posto sul versante dell’etica della responsabilità che deve coinvolgere le donne e gli uomini in ogni parte del mondo, per una decisione matura rispetto alla nascita di un figlio che è un progetto di vita, un impegno fondamentale perché questo nuovo nato abbia possibilità di una vita felice e sviluppare tutte le sue potenzialità. E non funziona neppure l’argomentazione che vuole le donne vittime di una selezione delle nascite in paesi considerati meno civili di quelli europei, questa tragica piaga infatti non si vince con un’ipotetica imposizione statale alla nascita ma con il miglioramento delle situazioni economiche delle donne e con i diritti politici effettivi dati alle donne. Solo così e con una cultura dell’autodeterminazione le donne di questi paesi saranno libere di scegliere quanti figli avere, e solo se non saranno costrette a mandare le loro bambine a prostituirsi o a venderle come spose bambine, allora la nascita delle loro figlie sarà una gioia e non un dolore mortale.
Noi donne, di nuovo trattate pubblicamente come contenitore da maneggiare in talk show abbiamo ora il compito di gridare forte non solo il nostro NO a queste strumentalizzazioni. Dobbiamo pubblicamente rifiutare il ruolo di “dead women walking” che vogliono appiopparci, perché in questo gioco mediatico siamo noi le sottoposte a pena di morte simbolica.
In questa società nella quale il diritto alla vita è sempre più messo in pericolo, e non certo per le scelte della popolazione femminile ma semmai per la cultura scellerata maschilista che ci considera proprietà del marito, del fidanzato, del padrone, dello Stato, noi donne dobbiamo rivendicare la nostra responsabile autodeterminazione.
Ci chiediamo infine come mai lo pseudo-neo-tomista Giuliano Ferrara non abbia invocato gli universalissimi principi della vita e della difesa degli innocenti quando volenterosamente il suo governo appoggiava - quella sì - la silenziosissima strage di innocenti in Afghanistan e Iraq. C’è da chiedersi infatti come mai il realismo politico di certi maschi rimanga tale per quanto riguarda la guerra - ultima e preziosissima ratio della politica di cui solo loro colgono l’essenza - e si trasformi in un melenso idealismo che difende i feti quando si tratta del corpo femminile. Ferrara - e molti uomini con lui - è realista e cinico quando si tratta delle bombe in Iraq, diventa idealista e mistico quando si tratta del corpo delle donne.
Che dire infatti di quei bambini carbonizzati dalle bombe al fosforo bianco lanciate sull’Iraq dagli aerei americani: innocenti forse non lo erano più per il fatto di essere venuti al mondo dalla parte sbagliata? Perché ci fu il silenzio, allora, su quella vera e propria strage di innocenti - vivi e coscienti - avallata dall’occidente? Quello è sì uno dei tanti crimini contro l’umanità passati sotto silenzio per il quale le madri gemono e continueranno, inascoltate, a gemere.
per aderire inviare una email all’indirizzo andremonia@genie.it

lucio zed Aderisci anche tu all’appello
Dead women walking

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BASSOLINO E DE MITA ANDATE A CASA

"Chi non ha risolto il problema in 10 anni difficilmente riuscirà a risolverlo ora"
Di Pietro contro Bassolino: “Sui rifiuti è il primo responsabile”

“L’emergenza rifiuti non è nata dal nulla”

“L'emergenza rifiuti in Campania ha molte cause, non tutte riconducibili alla politica, ma è indubbio che chi ha amministrato la Regione in questi anni abbia responsabilità politiche e gestionali. Mi riferisco al governatore della Campania Antonio Bassolino”. Con queste parole il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, torna a chiedere le dimissioni del governatore della Campania. “L’emergenza rifiuti – spiega l’ex ministro delle Infrastrutture – non è nata dal nulla, è cresciuta sotto gli occhi dell'amministrazione pubblica che, in tutta evidenza, non ha saputo attuare delle misure efficaci per porre rimedio alla situazione di enorme degrado in cui è precipitata la Campania”.

Secondo Di Pietro si tratta di un degrado che ha prodotto grandi danni economici per il turismo e per la produzione di beni alimentari e che rischia di diventare un'emergenza sanitaria. “L'Italia stessa – aggiunge Di Pietro - ha, a causa della situazione dei rifiuti, un'immagine internazionale che ci avvicina ai Paesi in via di sviluppo e non all'Europa”. Per uscire dal tunnel in Campania, secondo il leader di Idv, “bisogna iniziare da un ricambio dei vertici”.

“Non è soltanto una valutazione di buon senso – conclude l’ex ministro - in quanto chi non ha risolto il problema in dieci anni difficilmente riuscirà a risolverlo nel prossimo biennio. E' anche una valutazione politica: non si possono chiedere sacrifici ai cittadini se chi li rappresenta, qualunque siano i risultati del suo operato, è sempre e comunque un intoccabile”.

BASSOLINO E  DE MITA  ANDATE A CASA . DIMETTETEVI E FATE DIMETTERE

massimo mortalia  trovati un altro capobastone, aderisci alla LEGA

 

 

D'AMELIO LA PROSSIMA VOLTA TI VOTEREMO NON FA NIENTE CA Sì LIONESE

D’Amelio a De Mita: “Faccia meno polemiche e dica con chi sta"

domenica 25 maggio 2008 - IRPINIANEWS

Avellino - “Nell’Udc non ci sono guastatori ma persone responsabili che non ritengono di dover ignorare il risultato

elettorale. Il senso di responsabilità che ci contraddistingue ci obbliga a lavorare per fare in modo che il consenso

guadagnato in tanti anni di attività non venga disperso a causa di scelte improvvisate o di personaggi in cerca di

ruolo”. È la chiara e diretta replica del Segretario provinciale dell’Udc, Angelo D’Amelio, al leader di Nusco dopo le

dichiarazioni fatte ieri dall’ex parlamentare. “L’esperienza elettorale dovrebbe far riflettere tutti, in modo

particolare coloro che ritenendo di contare, continuano a pensare di poter fare e disfare a discapito dei

militanti che negli anni, senza convenienza, hanno combattuto per il superamento di una classe politica

incapace di dare le più elementari risposte ai cittadini. D’altro canto, non si può ragionare in termini di politica

nazionale e rimanere poi nel recinto provinciale. Tutti sanno che l’apporto dell’Udc all’eventuale costituente di Centro

non è solo determinante ma vitale. Nelle elezioni passate l’Udc in Campania da solo ha avuto il 5,6, oggi con De Mita il

6,5. I conti si possono fare facilmente. Qualsiasi percorso politico nasce da un progetto serio e condiviso e al

momento. Noi siamo abituati a parlare chiaro e non a nasconderci dietro il politichese: non si può dar vita ad un

nuovo movimento prescindendo dalla sue finalità e dalla sua ragion d’essere. La politica – continua D’Amelio - è

concretezza e non fumo. Questo forse è uno dei motivi per cui oggi De Mita non siede più in Parlamento. L’on.

Pionati è tra i massimi dirigenti del partito, (portavoce nazionale e componente dell’esecutivo) che ha deciso di dar vita

alla costituente, ma una cosa è costruire un nuovo percorso che avrà uno sbocco nel 2009, un’altra utilizzare la

costituente per uscire frettolosamente dall’angolo. De Mita eviti polemiche e si preoccupi piuttosto di trovare una

posizione chiara nel centro sinistra e sull’emergenza rifiuti”.

 

dedicato a massimo e all' opposizione

Indipendentemente se il nuovo sindaco abbia meriti o meno nel finanziamento di queste opere (liceo in piazza)) c'è un fatto nuovo che tutti voi, inviperiti dal rancore e dalla gelosia di non essere più al centro del mondo in questa nuova fase politica santangiolese, non riuscite proprio a digerire.
Santangelo e i santangiolesi sono cambiati, ora finalmente sono loro gli artefici del futuro della nostra comunità. non dobbiamo aspettare più che i soliti sena, sicuranza, de mita ed altri decidano il nostro futuro. è sotto gli occhi di tutti quello che sono riusciti a partorire in 30 anni di politica incontrastata sul nostro territorio e non solo.
Basta guardare alla gestione della sanità campana, alla gestione del problema rifiuti, che non e' comparso miracolosamente negli ultimi anni, ma e' il risultato del loro ottimo lavoro e gestione del territorio, degli enti preposti e dei dirigenti da loro nominati.
Non dimenticate la gestione delle comunità montane e al loro "ottimo" lavoro svolto sul territorio irpino. non dimenticate neppure la gestione delle industrie partorite e trapiantate nelle nostre zone dopo il sisma dell'80, chiedete ai vostri ragazzi(operai di queste fabbriche) quante di queste fabbriche lavorano seriamente e quante sono qui solo per continuare a fregare finanziamenti pubblici e quante sono in procinto di chiudere.bisognerebbe solo vergognarsi e sparire dalla circolazione se solo avessero un minimo di pudore.

Cittadino Irpino

 

sabato 24 maggio 2008

LOTTA AI FANNULLONI. MINISTRO BRUNETTA:"DA OGGI METTO ON-LINE I DATI DEGLI STATALI"

Pubblicato da irpinianelmondo su Maggio 24, 2008

24.5.2008 - Al via "l'operazione trasparenza" per il personale del ministero della Funzione pubblica e delle strutture collegate. Dalle 9 di questa mattina sul sito web del Ministero (www.innovazionepa.it) e sui siti di Aran, Cnipa, Formez e Scuola superiore della pubblica amministrazione, ci sono i dati di circa 1.100 dipendenti, di cui 330 del dicastero guidato da Renato Brunetta.

Con "una piccola grande rivoluzione", ha annunciato il ministro, sono stati messi online - in accordo con il Garante della privacy - i dati del personale, gli organigrammi, le informazioni sui dirigenti (numero, curriculum, retribuzioni, telefono, email) e i tassi d'assenza per ufficio. "Tutti gli altri ministeri - ha sottolineato Brunetta - stanno facendo altrettanto e anche di più, e nelle prossime settimane ci saranno le conferenze stampa di presentazione".


Tra circa 7-10 giorni poi, ha aggiunto il ministro,
"appena definiti i decreti necessari, saranno messi su internet anche i dati riferiti a me e ai miei collaboratori". L'operazione, tuttavia, "è 'in progress', e forse qualche falla è possibile, ma abbiamo voluto farla subito. L'obiettivo è pubblicare presto sul sito anche gli obiettivi assegnati ai dirigenti, le valutazioni, gli indicatori finanziari di spesa e quelli di qualità". E su questi ultimi obiettivi "è stata avviata una proficua collaborazione con l'Istat".


L'operazione è stata realizzata
"sulla base delle leggi vigenti e dopo un confronto con il Garante della privacy, anche per evitare equivoci come in tempi recenti per ministeri più pesanti". E i dati personali "sono stati autorizzati spontaneamente da ogni dirigente. C'è stato solo qualche piccolo nervosismo, che si è poi risolto con totale condivisione".
"È la prima volta - ha concluso Brunetta - che succede nella pubblica amministrazione italiana con questa organicità, e per la prima volta in un ministero così articolato. Un'operazione che riguarda circa 1.100 dipendenti, come una grande azienda, che in più rappresenta una sorta di hub per tutti i 3,6 milioni di dipendenti pubblici".
 
LOTTA DI CLASSE CON I FANNULLONI

"Dobbiamo tirare fuori il Paese buono, il lavoro buono, che non può essere offeso da chi non lavoro, dai fannulloni. Questo è il mio impegno nei confronti dei cittadini italiani", ha detto il Ministro della Funzione Pubblica, Renato Brenetta .
"Noi - ha spiegato - dobbiamo sottoporre al controllo dei nostri 'azionistì, cioè i cittadini, i risultati e quindi misurare la qualità. Il privato che lavora, il pubblico che nella stragrande maggioranza lavora e si impegna, sono il lavoro buono, contro chi non produce. Bisogna superare il gap di produttività" 

 

Dopo aver citato Mao Tse Tung ("colpirne uno per educarne cento", riferendosi ai fannulloni nella pubblica amministrazione), il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, trova ispirazione nell'idea-chiave dell'opera di Karl Marx (e poi del marxismo) - la lotta di classe - per dare il senso della sua azione per migliorare l'efficienza della macchina dello Stato.
"La gente - ha aggiunto il ministro - è stanca di aver una pubblica amministrazione opaca e inefficiente. Dobbiamo mettere i cittadini in condizione di scegliere asili, scuole e ospedali più efficienti".

Il testo del decreto RIFIUTI in vigore da oggi

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Vista  la  deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 21 maggio 2008
E m a n a
il seguente decreto-legge:

All' Art. 11. a proposito di Raccolta differenziata si legge:
 
"6.  I  sindaci  dei  comuni  della regione Campania, entro sessanta
giorni  dalla  data  di  entrata  in  vigore  del  presente  decreto,
promuovono  ogni  occorrente  iniziativa per favorire il
compostaggio
domestico dei rifiuti organici
, nell'ambito delle risorse di bilancio
disponibili."
 
La compostiera o composter è un contenitore atto a favorire la decomposizione aerobica della frazione organica dei rifiuti solidi urbani. La compostiera può essere fatta di plastica, ma esistono diversi modelli artigianali autocostruiti in legno e metallo. La conformazione della compostiera è pensata per favorire l'ossigenazione del materiale organico.Il modo più semplice per realizzare una compostiera è quello di prendere 4 pallet e legarli insieme in modo da formare un cubo di circa un metro di lato Il prodotto che si ottiene è il compost.

Il compostaggio domestico è una procedura utilizzata per gestire in proprio la frazione organica dei rifiuti solidi urbani. Per praticarlo è sufficiente disporre di un lembo di giardino, preferibilmente soleggiato, in cui accumulare gli scarti alimentari della cucina e quelli dell'orto/giardino. In alcuni casi viene utilizzato la compostiera o composter, un contenitore atto a favorire l'ossigenazione e a conservare il calore durante l'inverno. Esistono composter di produzione industriale, ma anche autocostruiti con materiale di recupero. È possibile effettuare il compostaggio anche senza composter, in un cumulo o in una buca, ma i risultati saranno più lenti e di minore qualità. Il processo di decomposizione è favorito dall'ossigenazione, quindi un periodico rivoltamento del materiale ne mantiene un sufficiente livello di porosità. Quantunque sia possibile introdurre scarti di carne e pesce, in genere l'eccesso è sconsigliato dato che le proteine animali decomponendosi rilasciano un odore sgradevole. Il materiale ottenuto in 3/4 mesi di compostaggio (più tempo in inverno, meno in estate) può essere usato come fertilizzante per l'orto o il giardino, infatti il terriccio reperibile in commercio è prodotto con un compostaggio industriale, con rivoltamento meccanico, ma i procedimenti ed i risultati sono equivalenti. La diffusione del compostaggio domestico permette di ridurre in modo significativo peso e volume dei rifiuti solidi urbani che devono essere trasportati e smaltiti. In numerosi comuni italiani il compostaggio viene pertanto incentivato attraverso uno sconto sulla tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani ai cittadini che lo praticano; alcuni comuni forniscono anche il composter o ne rimborsano l'acquisto.

SANTANGIOLESI ATTREZZATEVI E DATEVI DA FARE

venerdì 23 maggio 2008

INZIANO FINALMENTE I LAVORI DEL LICEO IN PIAZZA DOPO FORTE SOLLECITO DEL NUOVO SINDACO

Pubblicato da irpinianelmondo su Maggio 23, 2008

Avellino 23.5.2008. Finalmente dopo anni di abbandono e di incuria il Comune di Sant’Angelo Dei Lombardi, e tutta l’ irpinia , potranno nuovamente disporre del glorioso Liceo- Ginnasio “F. De Sanctis “ che tornera’ al suo antico splendore monumentale e soprattutto culturale . Sono prevsiti, infatti, per la settimana prossima l’avvio dei lavori di consolidamento e restauro dell’istituto scolastico che per anni e’ stato punto di riferimento educativo per tutta la Provincia di Avellino nel settore della formazione e della didattica . Per molti decenni il Liceo Classico di Sant’Angelo dei Lombardi e’ stato tra i pochi ,se non l’unico , Istituto ad indirizzo classico- umanistico capace di sviluppare un livello formativo di molto alto . Il costo dei lavori ammonta a circa 1.200.000,00 euro e saranno finanziati in parte dalla Provincia di Avellino ( 700.000,00 ) e in parte dalla Regione Campania ( 500.000,00).

( michele sei veramente forte , era 3 anni che nessuno andava in Provincia a prenderli per il cravattino, BRAVO )

antonio porcelli sui rifiuti onesti

IL COMMENTO: Rifiutati ma... onesti / irpinianews
. venerdì 23 maggio 2008
- di Antonio Porcelli - Siamo tutti in attesa sulle misure anti-rifiuti e
la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dei siti delle discariche che
interesseranno la nostra provincia. Con i minuti che passano
lentamente la rassegna stampa evidenzia un Bertolaso che si
manifesta determinato, Massimo D’Alema che evidenzia dubbi
sull’uso dell’esercito, un Bassolino che si mostra disponibile alla
collaborazione istituzionale in grado di far prevalere i sì sui no
dichiarando “che i luoghi scelti possano essere presidiati
dall'esercito… mi sembra giusto. È giusto tutto quello che ci fa
togliere l'immondizia dalle strade”, il segretario del Cgil Gravano
che si dichiara contrario al quarto termovalorizzatore di Napoli ed
infine Tino Iannuzzi a nome del Pd regionale che avverte: “Non
accetteremo più nostri sindaci con la fascia davanti alle
discariche”. La politica dei rifiuti alimenta il dibattito mentre le
popolazioni interessate dai siti discariche sono con il fiato sospeso
in attesa delle scelte. In attesa…sono incazzato anche per le notizie che arrivano da Napoli sulla possibilità del grande
evento turistico-culturale da portare nella capitale partenopea prima del Forum delle Culture 2013, oppure alla Coppa
America che ci fu strappata da Valencia. Con tutto il rispetto per i desideri di Bassolino, continuo a riflettere sulle
dichiarazioni del ministro Tremonti durante la conferenza stampa che non aveva avuto dubbi nel considerare “Napoli,
ex capitale retrocessa al rango di una prefettura”. Nonostante tutto, sembra ormai che il fumo negli occhi valga più
dell’arrosto e si continua a sopravvivere alla giornata magari nascondendosi sotto l’ombrello di Berlusconi pur di
rifondare l’antico consociativismo. E mentre ad Andretta e in Alta Irpinia unitamente a Savignano e all’Ufita si
soffre per le imminenti scelte, a Napoli, sempre nello stesso posto e nello stesso ambiente, emergono i primi veleni e i
primi nomi sul valzer dei direttori nelle aziende sanitarie territoriali ad iniziare dalla più indebitata azienda sanitaria
italiana, l’Asl Napoli 1. Quasi tre miliardi e cinquecento milioni di euro di debito con 165 milioni di euro che hanno
sforato il piano di rientro dell’ultimo trimestre 2007. I poveri e i ricchi, i normali e la casta: continua l’antico dilemma
della nostra quotidianità… invasa negli ultimi anni dalla monnezza…. Che spesso non è la nostra. Sulle regole che
verranno dettate da Roma e sulla loro esecuzione da parte degli enti locali, dopo qualche piccolo sussulto, è pensabile
che alla fine le stesse verranno accettate. “Napule era cchiù bella quann ce steve Totò e Pulecenella”, l’allusivo
cartellone apparso durante i cortei continua a materializzarsi sotto forma di gente spensierata, normale e con la voglia
di vivere. Alle falde del Vesuvio, ai piedi del Terminio e di mamma Schiavona ognuno ha voglia di vivere. Abbiamo
purtroppo un peso sullo stomaco: non ci interessano più gli ammaliatori, le ballerine, i cantanti in Piazza del Plebiscito,
i partiti della convenienza, prima del “no ai rifiuti, ai servizi sul tipo alta velocità”, ora del “sì” pur di restare sul trono
secondo il tempo che si è concesso con i “pontieri” pronti all’ubbidienza rinnegando partiti di appartenenza e
in qualche caso apparire del Pd a Napoli e indipendenti nella provincia di residenza. Siamo come i…rifiutati al
banchetto della sposa. Rifiutati con strani formicolii nella testa e alle mani consapevoli di essere gente seria e sana
che riconoscono il senso dello Stato e delle Istituzioni. Borbottiamo in qualche caso, ma alla fine rispettiamo la
divisa e la gente che l’indossa. Siamo per l’Italia e per uno Stato giusto ed unito. Resta l’angoscia per questa
Regione: troppo lontana, nascosta, spesso incapace e con un Governatore che non ci rappresenta più. Da
rifiutati…noi osserviamo l'Italia che decide per noi.

SIETE D'ACCORDO AD ABOLIRE LA PROVINICA DI AVELLINO ?

Tutti le vogliono abolire, ma le province godono invece di un record, quello dei più sostanziosi premi di produzione assegnati al personale. Dalle tabelle salta gli occhi un picco remoto, irraggiungibile: ben lontane dai 95 mila euro della media nazionale e dai 91 mila dei comuni, ogni amministrazione provinciale elargisce in media 784 mila euro. Se queste gratifiche fossero legate alla produttività o alla qualità dei servizi, si tratterebbe di una buona notizia. Il guaio è che la principale funzione di questi enti pare essere l’auto-sostentamento. Lo si legge, senza troppi giri di parole, nel dossier del Viminale: “Le amministrazioni più ‘vicine’ al territorio impegnano il personale soprattutto per produrre servizi per i cittadini e le imprese, a differenza degli enti, come le province, che dispongono quasi del 40 per cento del proprio personale per far funzionare la macchina amministrativa”.

In poche parole quasi la metà di loro non lavora per il cittadino, bensì per tenere in piedi l’apparato. Si tratta di 48.843 dipendenti di 108 province. Non è un caso che nell’ultima campagna elettorale Pd e Pdl abbiano parlato esplicitamente di una loro possibile abolizione. Ma questo che cosa comporterebbe? “Sopprimerle oggi richiede una riflessione. Bisogna andare verso un’integrazione”, spiega Raffaele Costa, presidente della Provincia di Cuneo, e da vecchio liberale critico nei confronti di questo ente. Secondo Costa, più che cancellarle occorre “unificare laddove sia possibile province, prefetture e comunità montane, in particolare nelle aree metropolitane. L’importante è arrivare a una semplificazione, rimuovendo i troppi gradini oggi esistenti”. Gradini come quelli delle tanto vituperate comunità montane, uno dei bersagli preferiti degli strali anti-casta. In Italia sono 368, con 5.544 dipendenti, che tutti insieme costano quasi 200 milioni di euro l’anno.

Blogger puoi fare un sondaggio ?

Ps ma l’assessore rocchese che assessorato occupa ? avete notizie ? manderà qualche soldo a s.angelo per l’estate culturale e turistica ?

 

giovedì 22 maggio 2008

Un mare di lavoro

Il corso di formazione per "hostess/steward per navi traghetto" rientra tra gli interventi del Patto Formativo Locale "Un mare di lavoroUn mare di lavoro" la cui idea-forza è quella di cogliere l'occasione di nuovi posti di lavoro che la crescita della domanda dei trasporti via mare offre nell'ambito del settore.

Il termine ultimo per la presentezione delle domande di partecipazione è il 28 maggio 2008 ore 12.00.